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AMARONI (CZ) – Sbarca in Calabria l’Internazionale per cani da ferma


orma cinofila due

orma cinofila uno

Assegnata al territorio della Provincia Catanzarese la Tappa del Trofeo Gramignani

di Franco POLITO

AMARONI (CZ) – 22 GENNAIO 2015 – Provengono da tutta Italia. Sono appassionati di cani da ferma. Ne fanno un culto. Domani, dopodomani e domenica, nelle giurisdizioni dei Comuni di Amaroni e Girifalco, saranno protagonisti delle prove valevoli per il Campionato internazionale per cani da ferma Categoria Inglesi e Continentali, fortemente volute dal Gruppo Cinofilo Catanzarese e dall’Asd Fidasc Orma Cinofila.

Nelle parole del vice presidente dell’Asd Fidasc Orma Cinofila Paolo Spadaro quello che accadrà nella tre giorni. <<Saranno impegnate le razze appartenenti al Gruppo 7 Enci – spiega Spadaro – che avvolte nel panorama dei boschi della Provincia di Catanzaro andranno alla ricerca della Regina, la famigerata e tanto acclamata sua maestà la Beccaccia>>.

La manifestazione, senza abbattimento del selvatico, è mirata alla selezione dei soggetti migliori, a conferma e miglioria delle razze da ferma, e vedrà coinvolti ausiliari e Dresser di punta, giudicati da una giuria d’eccezione, Esperti Giudici che avranno l’onere e l’onore di valutare con esperienza ed affermate qualità personali, le caratteristiche dei cani in gara.

<<D’importanza storica – dice ancora Spadaro – la Tappa del Trofeo Gramignani giunge per la prima volta in Calabria, con l’aiuto del Team Bravaccini ed il sito web Setter foto che segue tutte le tappe del trofeo, e ad attenderli i Comuni di Girifalco ed Amaroni, prospicienti il famoso Monte Covello, i quali hanno patrocinato l’evento contribuendo così al progetto importante della Cinofilia Nazionale>>.

La giuria è formata da Andrea Adigrat, Enzo Persi, Giovanni De Noia, Fulvio Di Pasquale, Pasquale De Santis, Enzo Pignataro, Pietro Garro, Angelo Madia. Si tratta di esperti giudici tutti dotati di grande esperienza personale e professionale, chiamati a giudicare da tanto tempo nei panorami storici nazionale ed internazionali.

<<Numerosi i partecipanti – conclude Spadaro – e tra tutti anche una donna, a testimonianza che l’attività cinofila venatoria non è per soli uomini o cacciatori del sesso maschile>>.

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