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AMARONI (CZ) – SAN GIUSEPPE TRA FEDE E TRADIZIONI


Rinnovate la consuetudine della “Ciceriata” al Centro Ricreativo e l’usanza dei “panuzzhiadi”

 di Franco POLITO

 AMARONI (CZ) – 19 MARZO 2016 –   San Giuseppe, festa dei grandi e dei piccoli. Festa del papà di Gesù e di tutti i papà. Nella “Cittadina del miele” è ricorrenza che sa coniugare fede e costume.

 Le emozione si avverte già nei giorni del Triduo, cominciato mercoledì scorso e terminato ieri nella parrocchia di Santa Barbara Vergine e Martire. Giorni di preghiera e spiritualità. Ieri, inoltre, ha detto la sua anche la tradizione. Quella della “Cicerata” al Centro Ricreativo Amaronese (in foto sopra). Un appuntamento fisso della vigilia di San Giuseppe che vede tutti gli iscritti impegnati nella preparazione dell’iniziativa.

 Di mezzo c’è la rinomata arte culinaria amaronese. Le signore del Centro hanno preparato una gustosissima “Pasta e ceci” e gli straordinari dolci tipici del periodo pasquale. Una delizia per le centinaia di presenti: c’erano i soci. C’era chi socio non è. C’era il sindaco Gino Ruggiero con altri amministratori locali. C’era il parroco don Antonio Scicchitano.

 E siccome da queste parti la generosità non è un optional, anche quest’anno è scattata la solidarietà. I soci si sono recati personalmente dagli ammalati offrendo settanta piatti di “Pasta e ceci” calda. Un gesto di vicinanza e di solidarietà non solo verso “potenziali soci” ma nei confronti di tutti gli ammalati di Amaroni.

usanza panicedhi

Solidarietà e tradizione che hanno “chiamato” un’altra tradizione ovvero la distribuzione dei tradizionali “panuzzhiadi” di San Giuseppe, le tipiche pagnotte di acqua e farina. Un  rito antico, prettamente riservato ai bambini (foto a lato). All’alba di stamattina, al grido di “nda fhacistuvu panuzzhiadi?” (Ne avete fatto panini?) stuoli di bambini festanti hanno percorso le vie del paese alla ricerca delle case illuminate.

Là hanno ricevuto i “panuzzhiadi” preparati dalle famiglie in segno di devozione al Santo. Raccolti in grandi cesti, saranno poi benedetti dal parroco nella messa solenne del pomeriggio e distribuiti ai fedeli. All’alba di stamane, c’erano anche i soci del Centro ad accogliere la caratteristica processione e ad offrire i “panuzzhiadi”. Di fatto, l’usanza si trasforma in  una “gara” a chi ne raccoglie di più. Un’usanza antica, risalente alla tradizione secondo cui il giorno di San Giuseppe le famiglie baronali del posto distribuivano cibo e viveri ai poveri.

Ora tutti attendono la solenne celebrazione eucaristica di oggi pomeriggio. I “panuzzhiadi” diventeranno simbolo d’amore e di fratellanza. Poi sarà clima di Pasqua.

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