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AMARONI (CZ) – QUELL’IDENTITÀ CULTURALE CHIAMATA “SANA MERENDA” (CON VIDEO)


Presentato progetto rivolto alle scuole con l’obiettivo di favorire qualità stile vita e valorizzare territori di quattro Comuni

Articolo, foto e video di Franco POLITO

AMARONI (CZ) – 19 MARZO 2018  – «Ridiamo fiato alle nostre tradizioni gastronomiche e facciamo conoscere il territorio».

E’ l’annuncio – slogan con cui il sindaco di Amaroni, Luigi Ruggiero, nella sala consiliare di Palazzo Canale, ha aperto la conferenza stampa di presentazione del progetto “La  Sana Merenda” che l’amministrazione comunale ha realizzato all’interno dell’evento storicizzato “E … state ad Amaroni”, finanziata dalla Regione Calabria nell’ambito del bando in favore delle iniziative culturali.

E sì, perché anche “La Sana Merenda”, ideale prosecuzione del progetto realizzato tre anni addietro,  viaggia su una doppia finalità culturale. Cultura del crescere sani, prevenendo in età scolare l’obesità e il diabete. Cultura delle ricchezze  e delle bellezze territoriali.

Con “La Sana Merenda” – ha aggiunto Ruggiero –  chiudiamo “E … state ad Amaroni” ottenendo dei risultati più che lusinghieri che ci danno lo stimolo per guardare al futuro con sempre maggiore ottimismo».

Rivolto alle scuole di primo grado, il progetto va oltre i confini amaronesi e coinvolge anche i Comuni  di Centrache, Palermiti e Vallefiorita «espressione – ha detto il vice sindaco di Amaroni  – Teresa Lagrotteria – di una “Comunità di relazioni”. Piccoli comuni al servizio delle popolazioni e del territorio che offrono la sana merenda fatta con i (rispettivi) prodotti per eccellenza di ciascun luogo: miele, formaggio, pane e olio».

Sana merenda, dunque, nella duplice accezione di qualità dello stile di vita in cui si racchiudono storia, cultura e tradizioni dei luoghi da cui provengono gli alimenti con cui è realizzata.

I “segreti” sono raccolti in un vademecum, con tanto di ricette dolci e salate, che «ha la finalità di riscoprire le tipicità agroalimentari, le tradizioni, gli aneddoti e gli usi legati alle produzioni di questi quattro piccoli Comuni, espressione delle aree interne, spesso viste con l’occhio del mero assistenzialismo ma in realtà scrigni di preziosi tesori da riscoprire e valorizzare» ha concluso il vice sindaco.

Tesori come il miele di Amaroni, che da oggi ha la mascotte: si chiama “Ama Pè”, figlia della creatività della “Chiodo Consulting” di Wanda Chiodo,  e ha fatto la sua uscita ufficiale nel corso della conferenza.

Tesori come il formaggio di Centrache, il cui sindaco Fernando Sinopoli ha lodato l’iniziativa perché «capace di stimolare lo slancio dei quattro Comuni a fare rete contro la globalizzazione  e il dominio di merendine e snack»

Come il pane di Palermiti con il sindaco Roberto Giorla che ha invitato i genitori a essere da “esempio alimentare” per i figli sottolineando la «necessità di insistere con iniziative simili».

Come l’olio di Vallefiorita e la convinzione del sindaco Salvatore Megna  che ha definito l’iniziativa  «una pratica di buona amministrazione perché coinvolge i cardini delle nostre società ed è in grado di dare qualcosa in più ai territori».

Che, per quanto zone simili, hanno le loro differenze. «Dal progetto – ha osservato Carolina Scicchitano, responsabile amministrativo e finanziario del Gal Serre Calabresi –  non possono che derivare ripercussioni positive perché avvicina gli alunni ai prodotti territoriali  ma anche alle loro peculiarità favorendo i processi di integrazione sociale».

Presto il vademecum, assieme al kit accessorio, verrà distribuito nelle scuole dei quattro Comuni dove si recheranno gli esperti per fare informazione e comunicazione sulla “Sana Merenda”.  Sarà l’occasione per riscoprire il gusto del mangiare sano e valorizzare le bellezze territoriali.

A proposito di scuola, la dirigente dell’istituto comprensivo statale di Squillace, Grazia Parentela, ha sottolineto come in queste occasioni «la nostra progettualità si incontra quella delle istituzioni in modo da accrescere le opportunità di crescita degli alunni».

E’ andato oltre Valerio Antonio Mazza,  dirigente del comprensivo “Corrado Alvaro” di Chiaravalle Centrale: dopo aver evidenziato che spesso i disagi in genere dei ragazzi si manifestano in cattive abitudini alimentari, ha posto l’accento sulla prospettiva che l’alimentazione diventi un percorso educativo scolastico a pieno titolo.

Allora “Sana merenda” con il miele di Amaroni, il formaggio di Centrache, il pane di Palermiti e l’olio di Vallefiorita.

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