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AMARONI (CZ) – INTIMIDAZIONI BOVA, LA CALABRIA DICE “NO” ALLA ‘NDRANGHETA


Consiglio comunale di solidarietà al presidente della Commissione Regionale contro la criminalità dopo la seconda intimidazione subita in meno di un anno

di Franco POLITO

AMARONI (CZ) – 17 GENNAIO 2016 – Andrà avanti. Nonostante i due atti intimidatori in meno di un anno che gli hanno distrutto tre auto. L’ultimo nella notte tra giovedì e venerdì scorsi. Arturo Bova, esponente del Partito Democratico, non si arrende. Glielo “impone” il ruolo di consigliere regionale e quello di presidente della Commissione Calabria Antindrangheta.

Lo ha ribadito nel consiglio comunale straordinario ed aperto di qualche ora fa nella sala consiliare di Palazzo Canale che gli ha espresso  solidarietà istituzionale e umana puntando i riflettori sull’escalation di intimidazioni nei confronti di amministratori locali, sindacalisti, imprenditori e giornalisti calabresi nell’ultimo periodo.

Un fenomeno dall’ intera assemblea definito come “una vera e propria strategia della tensione da parte della ‘ndrangheta” . Episodi, come quelli ai danni di Bova, che per il sindaco di Amaroni Lugi Ruggiero “riempiono di sgomento, rabbia e delusione ma che non devono far arretrare chi, come Bova, è espressione dell’antimfia dei fatti”.

Già i fatti e non le parole. Le azioni e non  le passerelle. “L’attacco  a cui stiamo assistendo – ha sottolineato Bova – non è un attacco solo nei miei confronti. E’ un attacco contro quello che la Giunta e il consiglio regionale stanno facendo con un progetto di cambiamento della Calabria che è anche un programma di legalità, trasparenza e anticorruzione. A qualcuno questo non sta bene e perciò vuol farci gettare  la spugna”.

Poi lo sguardo alla strategia da adottare. “Lo Stato – ha insistito – deve capire che la ‘ndrangheta non si combatte con le pacche sulle spalle o con le targhe anti criminalità sulle porte dei municipi. La guerra alla ‘ndrangheta è come la guerra all’Isis”.   Chiaro il concetto ribadito da chi era seduto al tavolo della gremita sala: serve alzare l’asticella degli interventi dello Stato. Servono più uomini nelle forze dell’ordine e tra i magistrati.

Insomma la Calabria la testa non la abbassa ma è necessario che il Ministero dell’Interno e la Commissione Nazionale Antimafia la aiutino a tenerla dritta. Su questo concetto il presidente della Regione Mario Oliverio non ha usato giri di parole. “Atti di questo tipo devono avere la risposta da parte del Governo centrale – ha sottolineato  -. Siamo in presenza di uno stillicidio di episodi che non possono far alzare il livello di attenzione dello Stato e delle sue articolazioni verso quello che sta succedendo nella nostra terra. Nelle prossime ore contatterò Ministero dell’Interno, ministro Alfano e viceministro Bubbico per fare accendere l’attenzione su questa vicenda”.

Non solo attenzione ma anche assunzione di responsabilità. Quella che Oliverio chiederà al Governo di assumersi in una imminente assemblea dei sindaci della Calabria. Il presidente, ricordando le diverse iniziative intraprese in favore della legalità e trasparenza, ha fatto intendere che chiederà “ai poteri di Roma il potenziamento dei presidi legalità e la garanzia della individuazione dei responsabili”.

Tutti d’accordo. Cittadini. Maggioranza e minoranza consiliari. Esponenti e dirigenti del Pd. Sindaci del comprensorio e, tra gli altri, la  componente della Commissione Nazionale Antimafia Enza Bruno Bossio, il presidente del consiglio regionale della Calabria Nicola Irto, il consigliere regionale Antonio Scalzo, il presidente della Provincia di Catanzaro e segretario provinciale del Pd catanzarese Enzo Bruno,  il sindaco di San Demetrio Corone ed ex senatore del Pd Cesare Marini ed Angela Robbe, al timone della Legacoop Calabria.

Insomma, di tutto e di più per dare forza allo striscione, esposto in sala, con su scritto: “Barra dritta e avanti tutta. Siamo tutti Arturo Bova”.

 

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