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AMARONI (CZ) – EFFETTO MALTEMPO, DICHIARATO STATO CALAMITA’


Forte pioggia dello scorso mese di gennaio ha provocato cedimenti, smottamenti, frane ed inondazioni. Ingenti danni a strade e a terreni agricoli

 di Salvatore TAVERNITI (Gazzetta del Sud)

 AMARONI (CZ) – 13 FEBBRAIO 2017 –  Dopo la violenta ondata di maltempo di fine gennaio, l’amministrazione comunale di Amaroni, guidata dal sindaco Gino Ruggiero, ha deciso di dichiarare lo stato di emergenza per calamità naturali.

 «Tutto il nostro comprensorio – spiega Ruggiero – è stato interessato da allagamenti, esondazioni, smottamenti e frane. Ad Amaroni, in un solo giorno sono caduti circa 200 millimetri di pioggia, secondo quanto rilevato da Arpacal. L’ingente pioggia ha provocato l’allagamento di diverse strade con conseguente pericolo per l’incolumità pubblica, causando enormi allagamenti dei terreni, con ingenti danni alle strutture, alle colture ed alle infrastrutture».

 Le aree maggiormente colpite da cedimenti, smottamenti, frane ed inondazioni, sono risultate il fosso “Scianni” da località “Pirarelli” fino a “Fontana vecchia”; le località “Maoni”, “Batia”, “Cacari”, “Germacconi-Aframoni” e “Barco”; il torrente Spinzo con le zone “Guercia”, “San Nicola”, “Manzo”, “Nucara”, “Petruso-Quaranta”; il torrente Gaiero e le aree limitrofe “Maiurizzuni” e “Pantano”. I primi interventi esecutivi di protezione civile sono stati condotti tramite la struttura operativa “Coc” (centro operativo comunale), con ufficio tecnico, polizia municipale e amministrazione che hanno effettuato diversi sopralluoghi per accertare i danni sul territorio e le cause che li hanno generati.

 Si è resa necessaria la chiusura cautelativa di una strada comunale e l’emissione di due ordinanze di chiusura delle locali scuole. La giunta ha preso atto della gravità dell’evento, stabilendo che per fare fronte agli interventi di ripristino e messa in sicurezza delle infrastrutture e del sistema viario occorrono risorse e interventi legislativi straordinari, aiuti statali e regionali. E’ stata, quindi, fatta richiesta al Governo e alla Regione di assegnazione di adeguate risorse finanziarie straordinarie.

 L’atto formale con la dichiarazione dello stato d’emergenza è stato trasmesso alla presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero dell’Interno, alla Protezione civile nazionale, al presidente della Regione e all’assessorato regionale alla Protezione civile, al prefetto e alla Provincia.

 

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