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AMARONI (CZ) – DALLA “CATANZARO SOTTERRANEA” L’IDEA PER LO SVILUPPO TERRITORIALE


Uno "scatto" sull'iniziativa

Presentato il docufilm di Giuseppe Rachetta. Sessanta minuti alla riscoperta di un capoluogo di Regione mai visto. Varata l’idea di fare rete tra le associazioni

di Franco POLITO

AMARONI (CZ) – 22 NOVEMBRE 2015 –  Rilancio del turismo culturale attraverso la valorizzazione del patrimonio nostrano. Di quello conosciuto. E di quello meno conosciuto.

C’è tanto di questo spirito, e messaggio, nel docufilm “Segretri Passaggi. Catanzaro Sotterranea” del regista e documentarista Giuseppe Rachetta. L’associazione culturale “Macondo” e la biblioteca comunale “Tiziano Terzani” ieri sera gli hanno dedicato un appuntamento ad hoc con l’autore nella sala consiliare di “Palazzo Canale” chiamato a presentare la sua “opera”.

Ne sono venuti fuori sessanta minuti di proiezione da cui è emersa una Catanzaro sconosciuta ai più. Una Catanzaro che sta sotto terra, fatta di cunicoli, gallerie e anfratti, collegati tra loro  e  che collegavano le chiese e l’antico castello ora ribattezzato Complesso Monumentale del San Giovanni. Una Catanzaro misteriosa e affascinante, impenetrabile e seducente, ricca di canalizzazioni per l’acqua.  

Già l’acqua. E’ il tema portante della “pellicola”. Perché la pellicola, che prende le mosse dall’antica leggenda popolare secondo cui nelle viscere catanzaresi scorrerebbe un fiume di nome “Abisso”, diventa un invito alle istituzioni a investire per verificare quanto la “vox populi” sia vera e fare di quel dedalo di corridoi un “nuovo” e straordinario volano di sviluppo cittadino e territoriale. Un dato certo c’è ed il sistema di canalizzazione. Per il resto della verità occorrerebbe andare oltre il muro che sbarra l’ultima galleria percorribile. L’ultima dove Rachetta è arrivato con la telecamera. Oltre c’è il mistero. Il fascino.

Il fascino di «un argomento per noi inedito ma senza dubbio strimolante»  ha commentato il sindaco Gino Ruggiero  introducendo la serata. Un appuntemento che si inserisce nell’ambito delle iniziative culturali periodiche della biblioteca comunale “Tiziano Terzani”. «Stasera  – ha aggiunto il consigliere comunale con delega alle politiche giovanili Antonio Devito  – celebrando la città di Catanzaro esterniamo il nostro sentimento di affetto per il territorio».

Ed è al rilancio del territorio che guarda Rachetta. Guarda soprattutto alla gente, e ieri sera ce n’era un bel po’, ed alle associazioni, e ieri sera ce n’erano un bel pò. «Un film  – ha spiegato il regista – che rilegge la storia di Catanzaro, spesso incompleta, e che invita a prendere coscienza del proprio passato per costruire il presente e il futuro dei nostri figli partendo dalle origini. Un film che invita a riscoprie ciò che è nostro, stanarlo dall’oblio e farlo divenire benzina sul fuoco della crescita territoriale».

Crescita e passato, accomunati dalle stesso filo conduttore dall’archeologo Francesco Cuteri, che ha collaborato con Rachetta, nel suo invito a fare passa parola sul film. «Il lavoro di Rachetta è un modo nuovo di fare storia. A noi la responsabilità di guidare i giovani verso queste esperienze» il suo pensiero. Esperienze che per il presidente dell’associzione “Terra di Mezzo” Giovanni Poane «suscitano emozioni nell’io interiore e che vanno diffuse, soprattutto nelle scuole».

E le istituzioni più alte? A rappresentarle c’era Arturo Bova, presidente della Commissione Regionale Antindrangheta. «La Regione investirà sul territorio – ha assicurato – sul patrimonio culturale e su quello archeologico perché le risorse ci sono. Lo farà con chi ha competenza, con i professionisti di settore, con i giovani e con il meglio dell’associazionismo. Tra l’altro, il recupero del senso di comunità e di appartenza impedisce alle devianze di attecchire».

Competenze, giovani, progetti. Su questo ha chiuso l’archeologa Barbara Truglia, rappresentante di “Macondo”. Felice per la riuscita della serata, si è rivolta alle associazioni presenti su “chiamata” del sodalizio culturale. Nelle sue parole «l’invito a  fare rete sul territorio in vista di un nuovo progetto che, fra tutto, contempla un tabellone unico degli eventi e delle inizitive itineranti organizzate dalle singole associazioni con il supporto delle altre per realizzare un modo nuovo di vivere il territorio e prenderne coscienza. Solo così potremo essere protagonisti del nostro sviluppo».

“Macondo” ha chiamato, tocca gli altri rispondere.

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