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AMARONI (CZ) – Aumenti regionali tassa rifiuti, le “barricate” della Giunta


Palazzo Canale, sede del municipio

Palazzo Canale, sede del municipio

In una delibera odierna, la maggioranza di “Democrazia è partecipazione” protesta e si oppone formalmente alla decisione del governo regionale considerata <<iniqua, punitiva  e frutto di una politica gestionale a dir poco scellerata>>

di Franco Polito

AMARONI (CZ) – 16 GIUGNO 2014 – Una presa  di posizione ufficiale. Forte. Senza se e senza ma. L’ha assunta oggi la giunta comunale amaronese. L’atteggiamento dell’Esecutivo è tutta nella delibera con cui il sindaco Arturo Bova e il resto della maggioranza di “Democrazia è partecipazione” hanno deciso <<di  inoltrare formale protesta  – si legge nel provvedimento – nei confronti della Regione Calabria per l’aumento delle tariffe relative al conferimento di  Ru indifferenziato, con conseguente revoca del provvedimento adottato>>.

Al centro della “resistenza” degli amministratori amaronesi i rifiuti e le tariffe aumentate. La Giunta, tra l’altro, nel deliberato aggiunge <<di non condividere gli aumenti e le motivazioni addotte a sostegno degli stessi, richiamando l’Ente  Regione alle proprie responsabilità, non condividendo la scelta di far ricadere, ancora una volta, il peso di certe decisioni sui Comuni e sui cittadini calabresi>>.

Con la delibera, inoltre, emessa su proposta dell’assessore al Bilancio e alla Programmazione Economica Teresa Lagrotteria, la giunta comunale annuncia di volere <<sostenere sin d’ora qualsiasi altra iniziativa  di protesta adottata da altri Enti, Associazioni ed altri soggetti contro tale decisione>>.

La presa di posizione dell’esecutivo amaronese è tutta contro una relazione della Regione Calabria – Dipartimento Politiche dell’ Ambiente, approvata con decreto dirigenziale 5823 del 14 maggio 2014,-  che a decorrere dallo scorso primo ha pesantemente aumentato le tariffe per il conferimento in discarica dei rifiuti indifferenziati e della frazione umida nella misura rispettivamente del 100% e 300%.

Bova e i suoi sono convinti <<che ciò comporterà un considerevole aggravio dei costi del servizio di smaltimento dei rifiuti, con conseguente aumento della tassazione a carico dei cittadini, già pesantemente gravati>>.

Non solo, la Giunta punta il dito anche nei confronti delle modalità attuative degli aumenti. <<In base alla Legge Regionale  n.18 del 12 aprile 2013 sono demandate alla competenza della Giunta Regionale, con conseguente illegittimità del richiamato decreto dirigenziale>>.

Per non parlare poi delle motivazioni addotte dall’assessore regionale all’Ambiente considerate <<fortemente pretestuose, limitandosi lo stesso a confinare tale  decisione nella necessità di riordinare i conti, adeguare le tariffe, che ormai risultano “antiquate,squilibrate e non adeguate”, a far fronte ai problemi generati dai Comuni morosi nonché alla necessità di incentivare la raccolta differenziata attraverso il riconoscimento di una percentuale di riduzione dei costi di conferimento nella misura massima di euro 40,00 per tonnellata>>.

A parere dell’Esecutivo <<nulla viene imputato alle forti responsabilità di una fallimentare e negativa  gestione del Commissario per l’emergenza rifiuti prima e della Regione poi; né vengono adeguatamente tutelati i Comuni fino ad ora in regola nei pagamenti, nonostante i notori problemi di liquidità, ma in questo caso destinatari dello stesso trattamento riservato ai Comuni morosi>>.

Tanta carne al fuoco per sottolineare come <<tali aumenti sono da ritenersi iniqui, punitivi  e frutto di una politica gestionale a dir poco scellerata, oltre che  disincentivanti la stessa raccolta differenziata, attuata con notevoli sforzi e pregevoli risultati da molti Comuni, compreso Amaroni, posto che, nonostante il riconoscimento della riduzione, il costo del conferimento risulta sempre particolarmente oneroso>>.

Una delle conseguenze più nefaste per gli amministratori della cittadina del miele sarà <<il forte impatto negativo che tali aumenti provocheranno sulla già precaria situazione economica delle famiglie calabresi>>.

Idee e concetti imperniati attorno alla considerazione della <<scarsa sensibilità del governo regionale ad affrontare il problema dei rifiuti  in maniera seria e responsabile, con un commissariamento che si è protratto per anni e solo ed esclusivamente per imporre aumenti tariffari, lasciando i Comuni in balia di se stessi davanti alle frequentissime problematiche legate al servizio e alla saturazione delle discariche e dell’assenza di una totale politica di recupero della frazione umida, che in questo modo rappresenterebbe una risorsa e non più un costo>>.

Come dire, le “barricate amaronesi” contro la Regione Calabria.

 

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