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ALL’UFFICIO POSTALE DI SOVERATO CON DOCUMENTI FALSI, ARRESTATI


Soverato, la Compagnia Carabinieri

Carabinieri sorprendono un uomo e una donna di Locri con false carte d’identità

di REDAZIONE 

SOVERATO (CZ) – 6 MAGGIO 2018 –  Sono stati sorpresi all’interno dell’ufficio postale di Soverato con false generalità: sono scattate le manette per un uomo e una donna provenienti dalla Locride.

Erano le 13 circa di ieri quando la direttrice dell’ufficio postale ha allertato il 112, segnalando la presenza di due utenti che si erano presentati allo sportello fornendo false generalità. Immediatamente, sono giunti sul posto i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Soverato, i quali hanno individuato i soggetti e avviato gli accertamenti.

In particolare, dopo la completa identificazione dei prevenuti, ottenuta anche mediante foto segnalamento, è stato accertato che i due, poco prima, stavano tentando di eseguire delle transazioni su un libretto di risparmio – attivato il 2 maggio scorso utilizzando lo stesso modus operandi – e risultato bloccato dal centro antifrode di Poste Italiane.

Infatti, gli ulteriori approfondimenti hanno fatto emergere che la coppia, pochi giorni prima, aveva provato ad aprire un conto corrente cointestato presso un ufficio postale di Catanzaro lido al fine di depositare dei buoni fruttiferi scaduti, operazione che era stata loro negata, atteso che erano state rilevate delle incongruenze sulla documentazione esibita (i soggetti erano residenti in località diverse e una delle due carte d’identità era priva del timbro del comune). Pertanto, l’anomalia è stata estesa a tutta le rete, consentendo l’immediata segnalazione agli operatori e il conseguente, tempestivo, intervento dei Carabinieri.

La documentazione rinvenuta è stata sottoposta a sequestro, unitamente al telefono cellulare del prevenuto, al fine di esperire ulteriori accertamenti, con particolare riferimento alla provenienza delittuosa dei documenti.

I due soggetti, espletate le formalità di rito, sono stati arrestati, con l’accusa di tentata truffa, false dichiarazioni sulla identità o su qualità personali proprie e possesso di documenti di identificazione falsi, e ristretti in regime di arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni, in attesa dell’udienza di convalida.

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