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ALBANOLOGIA A MAIDA, NELLA CHIESA DI SANT’ANDRERA ECCO LA PREGHIERA DEL “PADRE NOSTRO” IN ARBERISHT

Incisa su lastra marmorea. Presenti autorità civili e religiose

di REDAZIONE 

MAIDA (CZ) –  28 APRILE 2022  –  E’ stata posizionata all’interno della Chiesa di Sant’Andrea Apostolo la lastra marmorea con incisa la preghiera del “Padre Nostro” in lingua arberisht di Vena di Maida, terzo documento linguistico pervenutoci dell’albanese di Calabria e risalente al 1787.

L’inaugurazione e la benedizione della lastra è avvenuta alla presenza di Sua Eccellenza il Vescovo Giuseppe Schillaci, di padre Franz Villca Rocha, del sindaco Salvatore Paone e del delegato sindaco Sabrina Fiumara, con la partecipazione e l’intervento del prof. Francesco Altimari, docente universitario di Albanologia, che ha proposto il progetto alla Curia e all’amministrazione comunale di Maida. Prima della benedizione la funzione religiosa presieduta dal Vescovo.

Durante la funzione religiosa è stato recitato il padre nostro nella lingua della tradizione locale dalla signora Pierina Pileggi. “Abbiamo accolto con grande entusiasmo l’idea del prof. Altimari – ha dichiarato il sindaco Salvatore Paone – perché va a valorizzare una vera e propria perla della storia e della tradizione linguistica di Vena e del popolo arberisht in Calabria.

Era naturale posizionare la lastra marmorea con incisa la preghiera all’interno della Chiesa di Sant’Andrea e questo è stato possibile grazie alla collaborazione e l’attenzione dimostrata da Sua Eccellenza il Vescovo e da Padre Franz, che ringrazio per la continua attenzione verso iniziative come questa miranti a valorizzare la storia, la tradizione e la cultura locale che la comunità venota intende onorare e rilanciare.” 

Il prof. Altimari nel suo intervento ha approfondito l’origine di questa versione linguistica del “Padre Nostro”, pubblicata dal gesuita spagnolo Lorenzo Hervas y Panduro (1735-1809) nel libro “Saggio pratico delle lingue, con prolegomeni e una raccolta di orazioni domenicali in più di trecento lingue e dialetti” e identificata come “greca calabrese”, dall’esame di tratti linguistici soggiacenti al testo e che appartiene all’albanese di Vena di Maida.

L’evento ha visto il coordinamento di Padre Franz Villca Rocha insieme al delegato sindaco Sabrina Fiumara e la preziosa partecipazione del gruppo locale di Vena che ha eseguito alcuni canti tipici della tradizione linguistica arbereshe.

Prima e dopo la cerimonia l’intervento della banda musicale “Due Mari” di Tiriolo.