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AIUTI ALLE IMPRESE, LA REGIONE CALABRIA IMPEGNA 35 MILIONI DI EURO


Previsti contributi fino a 25mila euro per la riqualificazione del personale e fino 100mila per i costi salariali. Orsomarso: «Un ponte oltre la crisi, è il tempo della ripartenza»

di REDAZIONE

CATANZARO –  3 APRILE 2021 –  Dalla Regione Calabria una strategia integrata di azioni dirette a supportare la competitività delle realtà produttive e il mantenimento dei livelli occupazionali, attraverso il miglioramento della risposta alle evoluzioni del mercato e alle trasformazioni socioeconomiche connesse alla pandemia da Covid-19.

LA MANIFESTAZIONE DI INTERESSE

A tal fine, la Regione ha pubblicato, in preinformazione, la manifestazione di interesse finalizzata alla costituzione del “Catalogo della formazione continua 2021-2023”, che raccoglie le offerte formative degli enti accreditati rivolte a lavoratori e lavoratrici dipendenti di imprese private calabresi.

Alle agenzie formative accreditate è affidato il compito di definire un’offerta in linea con i fabbisogni delle aziende in termini di rafforzamento delle professionalità, affinché siano adeguate a sostenere le sfide emergenti (aree strategiche per l’innovazione organizzativa e tecnologica) e i processi di rilancio e riconversione delle attività, alla luce dei cambiamenti imposti nell’ultimo anno dall’emergenza epidemiologica.

LE PROPOSTE

Possono presentare le proposte gli organismi accreditati per la “Formazione continua” (regolamento regionale 15 febbraio 2011, n. 1), con almeno una sede operativa in Calabria, e le università, le fondazioni degli Istituti tecnici superiori, gli enti pubblici nazionali di ricerca vigilati dal Miur.

La seconda fase del modello attuativo della strategia individuata dalla Regione prevede la pubblicazione di uno specifico avviso (anch’esso attualmente in pre-informazione) che, con un impegno complessivo di 35 milioni di euro (a valere sull’Asse 8 del Por Calabria 14/20), assegna alle imprese calabresi un contributo in conto capitale a copertura sia dei costi delle attività di formazione e di riqualificazione (al 100% delle spese ammissibili), sia per i costi salariali lordi del personale (all’80% delle spese ammissibili).

L’importo massimo del contributo concedibile, sulla base di una procedura valutativa a sportello, è pari a 25mila euro nel caso di aiuti per le attività di formazione/riqualificazione del personale, mentre per gli aiuti sui costi salariali lordi del personale è pari a 100mila euro.

Possono presentare domanda le imprese (a esclusione di quelle operanti nei settori della pesca e dell’acquacoltura e della produzione primaria di prodotti agricoli) che abbiano subito una perdita di almeno il 10% del fatturato nel corso dell’anno solare 2020 rispetto al 2019.

ORSOMARSO: «SOSTEGNO ALL’OCCUPAZIONE»

«Nel quadro della strategia adottata dalla Regione – dichiara l’assessore a Lavoro, Sviluppo economico e Turismo della Giunta regionale, Fausto Orsomarso sono state individuate due linee di intervento integrate, che si attuano in due fasi distinte, che intendono sostenere i livelli occupazionali e il riallineamento delle competenze dei lavoratori alle necessità di riconversione e ristrutturazione aziendale delle imprese in situazioni di crisi».

«Questo è possibile – aggiunge Orsomarso – grazie all’impegno di 35 milioni di euro che si traduce in aiuti in conto capitale destinati alle imprese fino a 100mila euro per la copertura dei costi salariali e fino a 25mila euro per le spese per la fruizione di attività di formazione del personale tra quelle individuate dal Catalogo regionale dell’offerta formativa».

«Fin qui abbiamo operato con grande determinazione, per garantire i ristori e gli aiuti in grado di scongiurare la chiusura di tante realtà produttive.

Adesso – conclude l’assessore – vogliamo segnare il tempo della ripartenza, creare un ponte che ci traguardi oltre la crisi, mettendo in campo strumenti di rilancio della competitività delle imprese e investendo importanti risorse sul capitale umano, sulle competenze e sulle professionalità. La capacità di rinnovarsi del sistema produttivo, a fronte delle profonde trasformazioni in atto, è imprescindibile per restituire alla Calabria e al Sud uno sviluppo reale e duraturo».

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