- PreSerre e Dintorni - http://www.preserreedintorni.it -

AGRUMI, COLDIRETTI: AL PORTO GIOIA TAURO ARRIVANO ANCHE DAL PAKISTAN

La testimonianza fotografica della verifica effettuato dall’organizzazione agricola di categoria

di REDAZIONE

PRESERRE (CZ) – 23 MARZO 2019 – Ripetutamente Coldiretti evidenzia lingresso di prodotti agricoli che creano concorrenza sleale alle nostre produzioni Non stato un blitz quello di Coldiretti al porto di Gioia Tauro bens loccasione di verificare, durante un normale controllo di routine, che cosa sbarca al porto sul versante agroalimentare e in questo caso degli agrumi.

Ebbene afferma Francesco Cosentini direttore di Coldiretti Calabria abbiamo trovato conferme e sorprese come dimostrano le foto. Dopo 5200 km (in linea daria) arrivano direttamente dal Pakistan i mandarini variet kinnot a basso contenuto di semi che alla vista sono molto simili alle nostre clementine.

Il confezionamento (vedi foto) anche accattivante con queste scritte: un regalo della natura e poi lindicazione proveniente dalla terra dei cinque fiumi che altro non che ilPanjab, unaregione [1]posta a cavallo della frontiera traIndia [2]ePakistan [3].Quindi aggiunge non solo concorrenza dal nord-africa e Spagna ma adesso anche dalloriente che sta lanciando il prodotto su larga scala commerciale.

Lultima stagione agrumicola – ricorda Coldiretti – ha fatto registrare prezzi bassi, perdite per molti produttorie poi una concentrazione di altri fattori che hanno determinato una tempesta perfetta: calamit naturali, incoerenza commerciale, concorrenza sleale con produzioni di altri paesi a cui viene data la cittadinanza calabrese.

Insomma, nessuna remunerazione per il lavoro con numeri impietosi che evidenziano che il prezzo alla vendita per gli agrumicoltori scende di anno in anno mentre per il consumatore rimane alto a causa di una filiera troppo lunga, di una concorrenza agguerrita e appunto per certi versi sleale.

Infatti aggiunge Cosentini- l la mano dopera costa 30/40 dollari al mese, con lo stesso importo le nostre imprese non coprirebbero i costi di una giornata di un operaio. Durante la stagione invernale abbiamo importato in Italia 170.000 tonnellate di agrumi dal Marocco in ossequio agli accordi commerciali col nostro Paese, ma tante sono le produzioni agricole che entrano sul mercato nazionale senza controlli e monitoraggio.

ora di valorizzare le nostre produzioni che risultano essere le pi sicure dal punto di vista sanitario e dare evidenza al paese di origine degli alimenti anche dando esecutivit alla recente sentenza del Consiglio di Stato che elimina la secretazione delle informazioni relative alle importazioni a cura del Ministero della Salute.Lesigenza quella di garantire una maggiore sicurezza dei prodotti in entrata e fare quindi rispettare le nostre regole e le norme vigenti.

sconcertante che i nostri produttori continuino a incontrare difficolt a collocare le produzioni sui mercati a prezzi che garantiscano la copertura dei costi di produzione mentre arrivano agrumi da ogni parte del mondo che non offrono le stesse garanzie in termini di sicurezza alimentare di quelle calabresi.

La misura ormai colma e Governo, Regione e Agricoltori, ognuno per la propria parte dobbiamo lavorare per garantire un futuro allagricoltura italiana e calabrese che, non dimentichiamolo, un patrimonio di tutti e per questo spetta a tutti tutelarla e difenderla.