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ADDIO ALL’ATTORE MASSIMO LITI, DA STALETTÌ AI SET CON SERGIO LEONE


Lascia il piccolo paese del Basso Ionio Soveratese per recarsi nella Capitale li trova lavoro in una libreria si apre un mondo nuovo

di Salvatore CONDITO

STALETTÌ (CZ) –  12 DICEMBRE 202 – Il suo amore per la cultura i libri, i grandi pensatori della filosofia, ma anche il suo lavoro nel mondo del cinema lavorando e conoscendo i mostri sacri della regia italiana.

Scompare l’attore Massimo Liti, una breve malattia l’ha portato via, la sua storia, un successo, lascia il piccolo paese di Stalettì per recarsi nella Capitale li trova lavoro in una libreria si apre un mondo nuovo.

Grazie a questo lavoro riesce a entrare nel circolo della contessa Elsa de Giorgi, una mecenate che raccoglieva nella sua casa i grandi pensatori e scrittori; li conosce Alberto Moravia che lo scrittura per il suo capolavoro: ” la donna delle meraviglie”, conosce Pier Paolo Pasolini e altri grandi registi.

Un giorno il regista Sergio Leone per il suo viso ‘trucido’ come lui mi raccontava l’ha scelto per il capolavoro “ C’era una volta in America” lavorando con Robert De Niro; poi continua con la serie: L’ombra nera del Vesuvio lavorando con Massimo Ranieri, poi nel  film Pizza Connection.

Eravamo molto amici, nelle nostre conversazioni parlavamo di tutto di filosofia cinema i ricordi dei grandi registi le sue giornate romane i suoi lavori in Rai.

Amava il teatro ed anche nella sua comunità ha prestato il suo talento molto devoto al patrono San Gregorio ha scritto diverse preghiere; un signore nello stile nel suo linguaggio sempre in punta di piedi mai una parola fuori posto.

La passione per Platone Benedetto Croce divorava i libri nella nostra Biblioteca comunale, parlare con lui era aprire nuovi mondi; viveva tranquillo con la sua Mamma, poi le sue giornate con la sua bicicletta.

Ha conosciuto il grande santo e Papa Giovanni Paolo II, ne andava fiero mi mostrava la foto che lo immortalava in quell’incontro.

Ora la sua morte lascia un silenzio ma anche una lezione di vita: non attacchiamoci al mondo ma viviamo in pace e serenità ai valori dell’amore della famiglia, ha assistito fino alla fine la sua mamma, al suo camino alle sue poesie.

Pochi giorni prima di morire con lui abbiamo parlato del grande Giuseppe Ungaretti della poesia “Natale”: mi aveva detto la leggerò davanti al mio caminetto guardando il fuoco che mi riscalderà il corpo e anima.

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