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LA VITA DI MOSHE, DA RODI ALL’OSPEDALE PSICHIATRICO DI GIRIFALCO


La sua famiglia ebrea ha conosciuto il dramma di Auschwitz. Oggi i suoi nipoti sono venuti a Girifalco per scoprire qualcosa in più del nonno e di quel pezzo di vita trascorso nell’ospedale psichiatrico

di REDAZIONE

GIRIFALCO (CZ) –  18 GIUGNO 2021 –  Moshe è arrivato da Rodi a Girifalco nel 1940. E’ morto nel 1943, tre anni dopo.

Oggi i suoi nipoti sono venuti a Girifalco per scoprire qualcosa in più del nonno e di quel pezzo di vita trascorso nell’ospedale psichiatrico. 

I due giovani si chiamano Edoardo e Giuseppe; il primo vive a Roma, il secondo a Tel Aviv.

La loro famiglia è ebrea ed ha conosciuto il dramma di Auschwitz. La moglie di Moshe e i figli sono stati rinchiusi nel campo di concentramento; la donna muore in una camera a gas, i figli sopravvivono.

Tra questi bambini, sopravvissuti al lager, c’è la nonna di Edoardo e Giuseppe. 

La donna, oggi molto anziana, vive a Roma. E lì che, oggi, aspettava notizie del suo papà partito da Rodi per Girifalco senza più far ritorno a casa. 

Edoardo e Giuseppe hanno chiamato la famiglia più volte nel corso del pomeriggio trascorso a Girifalco. Alle 18 si sono messi in auto.

Qualche ora dopo ci hanno mandato un messaggio che vi proponiamo di seguito:

«La famiglia Hanan è una famiglia della comunità ebraica di Rodi Egeo nei primi decenni del Novecento: madre, padre, otto figli. Il padre Moshe è un falegname. La sua famiglia possiede una sinagoga a cui lui è molto devoto.

Alla fine degli anni Trenta la sinagoga deve essere chiusa. Moshe, ebreo osservante, soffre molto ed entra in una profonda depressione. Per curarsi, nel 1940, viene mandato dalla sua famiglia all’Ospedale Psichiatrico di Girifalco. 

La famiglia ne segue la vita da lontano, per quanto possibile negli anni della guerra. Nel 1943 muore in Ospedale e viene sepolto nel cimitero di Girifalco. Nel 1944 gli ebrei della comunità ebraica di Rodi vengono deportati dai Nazisti e la stragrande maggioranza muore nelle camere a gas di Birkenau. 

Oggi abbiamo ripercorso i passi di Moshe, il nostro bisnonno, abbiamo visitato i luoghi in cui ha passato gli ultimi anni della sua vita e abbiamo cercato la sua tomba. 

Purtroppo, troppo tempo è passato, ma siamo riusciti a dire una preghiera presso l’ossario dove i suoi resti verosimilmente riposano. 

Un grazie di cuore per tutto l’aiuto va alla dott.ssa Delia Ielapi e alla dott.ssa Alessia Burdino che ci hanno accompagnato passo passo.

E grazie a tutta la comunità di Girifalco che abbiamo potuto incontrare nella persona del sindaco dott. Pietrantonio Cristofaro. 

Grazie per l’accoglienza e l’attenzione dedicataci e per essersi presi cura tanti anni fa del nostro bisnonno quando era più fragile». 

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