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A SQUILLACE NASCE IL CIRCOLO DI ITALIA VIVA, ED È SUBITO PROPOSTA PER LA CHIESA DI LIDO


Il neo sodalizio: “Riteniamo che la scelta finale se realizzare o meno il progetto possa avvenire con il referendum previsto dallo statuto comunale”

di Fra. POL. 

SQUILLACE (CZ) –  26 LUGLIO 2020 – “Golfo Di Squillace”: si chiama così il neonato Circolo squillacese di Italia Viva. 

Regolarmente costituito, tra le altre cose, il sodalizio si occupa delle tematiche del Terzo Settore e delle varie problematiche che emergono sul territorio.

«In merito a queste ultime – sottolineano  gli iscritti  –   si intende esprimere una presa di posizione sulla vicenda della nuova Chiesa nella zona a mare. Come circolo, che vuole essere attento alle esigenze del territorio ,non si può non accogliere positivamente tale iniziativa.

Positivamente perché, a detta dei fedeli, la Chiesa attuale è insufficiente alle esigenze del culto. Positivamente perché, a detta dei progettisti, prevede un investimento milionario, a carico di un soggetto “privato”,  su un territorio che non vede un’ opera di siffatta portata da almeno trent’anni.

Positivamente perché, a detta sempre dei progettisti, prevede accanto al luogo dedicato al culto una serie di altre strutture che vanno dall’oratorio ad alloggi da dedicare a soggetti in situazione di emergenze abitative.

Per cui ,al netto di eventuali smentite dei punti sopra riportati,non riusciamo a capire l’ostilità che si ha verso questa opera, soprattutto, da parte di Associazioni e Clubs forestieri».

Il Circolo prova a dare una spiegazione del perché questo accade. «Mentre buona parte dell’opinione pubblica squillacese (partiti politici, consiglieri comunali di varia estrazione si dichiarano a favore dell’opera) le resistenze alla stessa sono espresse da alcuni “passeggeri “ non vorremmo mal consigliati da qualcuno.

Quando si amministra la cosa pubblica, bisognerebbe avere il buon senso di mettere da parte astio e risentimenti personali e avere, come bussola, solo il bene dei cittadini e la realizzazione della volontà popolare.

Volontà popolare che potrebbe, sì, esprimersi attraverso un dibattito in Consiglio Comunale. Sembra, però, che questa pratica sia abbastanza travagliata.

Infatti, dopo essere stata messa all’ordine del giorno, è stata rinviata non si capisce bene fino a quando».

E, allora, ecco i suggerimenti. «Di fronte a questa “impasse” – sottolinea Italia Viva – come Circolo ci sentiamo di proporre la forma di democrazia diretta fondamentale che è il ricorso al referendum, previsto, tra l’altro, dall’articolo 7 Statuto Comunale della nostra Città, per come ognuno può controllare sul sito istituzionale .

Ci sembra, questa, la forma migliore per esercitare la democrazia e affidare alla stessa la decisione sulla vicenda atteso che la materia non rientra tra quelle escluse. 

I favorevoli all’opera dovranno essere in grado raccogliere il 30 % degli elettori e di fronte a 600 e passa cittadini che chiedono questa forma di espressione della volontà popolare sarà necessario avviare le procedure e attivare gli adempimenti statutari in materia referendaria». 

Italia Viva conclude: «Ove tali adempimenti non fossero stati posti in essere, quale migliore occasione per avviare quanto necessario e attivare questa forma di democrazia diretta?»

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