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A SOVERATO UN INCONTRO CON GIOACCHINO CRIACO


Nel giorno del ricordo di Carlo Mellea, presentato il suo ultimo lavoro “La Maligredi”

Articolo e foto di Gianni Romano

SOVERATO (CZ) –  30 MARZO 2018 –  Un’intensa mattina culturale, nella Sala Convegni dell’ITE “A. Calabretta” di Soverato.

Presente lo scrittore calabrese, Gioacchino Criaco, per parlare del suo ultimo lavoro, “La Maligredi”, edito da Feltrinelli.

Invitati alla discussione il  giornalista Arcangelo Badolati e la dott.sa Federica Roccisano, già assessore regionale alla scuola. Presenti il Dirigente Scolastico, dott. Valerio Antonio Mazza, e la prof.ssa Susanna Perri.

Proprio la prof.ssa Perri apre l’incontro, mettendo in rilievo come questo convegno sia stato fortemente voluto dal Presidente dell’Associazione “Falcone-Borsellino-Scopelliti”, Carlo Mellea, e come, nonostante l’improvvisa recente scomparsa, la scuola ed i relatori abbiano voluto che l’incontro avesse luogo, non solo per gli intrinseci aspetti culturali, ma anche per onorare il lavoro più che ventennale di Carlo Mellea.

Il Preside Mazza ha poi messo in evidenza il connubio tra scuola e società venutosi a creare nei numerosi incontri promossi e realizzati in una scuola che si apre al mondo della cultura e del dibattito sociale, grazie anche alla presenza di scrittori, giornalisti, giudici, politici, con l’obiettivo di avvicinarli ai giovani ed al loro modo di sentire il mondo e l’attualità dei tempi.

E’ stata la studentessa Paola Marra, di quinta, a parlare a nome degli studenti: “Credo che non ci sia stato nessun studente” ha detto, “che almeno una volta in questa scuola non abbia partecipato almeno ad  un incontro sul tema della lotta alle mafie”.

Sono seguiti i ricordi dei relatori:“Un uomo buono” ha ricordato Badolati, “che ho lungamente pianto dopo avere appreso della dolorosa scomparsa”.

Passando al romanzo “La Maligredi”, la dott.ssa Roccisano ha parlato di un libro che racconta e descrive il fascino del male”,   sottolineando   come   conoscerlo   e   prendere   coscienza   della   sua negatività   possa   essere   di   esempio   e   sprono   ad   evitarlo,   ad   assumere atteggiamenti socialmente positivi. Perché “essere neutrali equivale ad essere omertosi”, ha proseguito.

L’autore del libro, Gioacchino Criaco, nel ricordare come Badolati avesse definito Mellea quando gli chiese chi fosse: “buono come un bambino”, mette in evidenza come questo libro, oltre a ciò che è stato detto dai presenti, mette in forte rilievo anche il rapporto molto particolare tra madre e figlio in Calabria.

Questo libro conclude un percorso di scrittura iniziato con “Anime nere” ed è anche per questo che gli voglio molto bene”, ha concluso lo scrittore. Al dibattito sono intervenuti studenti e docenti che hanno chiesto il ruolo e l’importanza dello scrittore in un contesto come il nostro.

Ed in questo senso, sia Badolati che la Roccisano hanno sottolineato come Criaco possa dirsi il più grande scrittore calabrese contemporaneo, erede dello spirito narrativo e intellettuale e morale di Corrado Alvaro.

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