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A 100 ANNI DALL’IDEA TROPEA HA IL “MUSEO DEL MARE”


Obiettivo è mostrare la ricchezza della biodiversità marina del Tirreno calabrese, che assieme a quella dello Stretto e dello Ionio, rappresenta il 15% di quella mondiale

di REDAZIONE 

TROPEA (VV) –  8 LUGLIO 2019 –  L’amministrazione comunale di Tropea inaugura ufficialmente il Civico Museo del Mare di Tropea e annuncia l’apertura al pubblico, comunicando date e orari durante i quali questa nuova realtà museale sarà finalmente fruibile.

A vestire la fascia tricolore per il simbolico taglio del nastro era presente, in rappresentanza dell’amministrazione guidata dal sindaco Giovanni Macrì, il vicesindaco e assessore al Personale Roberto Scalfari, il quale ha espresso soddisfazione per questo risultato, ottenuto in soli 180 giorni del conferimento dell’incarico al direttore del museo.

E proprio all’amministrazione e ai suoi rappresentanti è andato il ringraziamento del Gruppo Paleontologico Tropeano, ente gestore del museo, per aver creduto e sostenuto questa idea.

«L’idea di un museo civico a Tropea – ha detto il responsabile scientifico Giuseppe Carone – è stata avanzata per la prima volta all’epoca del soprintendente Galli, nel 1920, e quindi ci sono voluti quasi 100 anni perché la città potesse avere la sua struttura museale».

Scalfari è stato poi ringraziato personalmente dal direttore Francesco Barritta, per aver garantito il proprio sostegno e aver dimostrato la vicinanza del Comune ai volontari del GPT che stanno dando vita al museo.

«Quello che offriamo oggi al pubblico con la mostra fotografica – ha sottolineato Barritta – è solo un assaggio, per poter essere presenti durante il periodo estivo, ma il nostro obiettivo è quello di poter presentare al pubblico in tempi brevissimi la nostra esposizione permanente di Biologia e Paleontologia marina».

Accanto al vicesindaco Scalfari, durante il taglio del nastro, da un lato c’era l’architetto Vincenzo Carone, responsabile tecnico del MuMaT e firmatario del progetto espositivo presentato a fine maggio al MiBaC, dall’altro l’oceanografo Francesco Florio, curatore della Sezione di Biologia marina e autore del progetto “Un tesoro in fondo al mare”, che fa parte delle azioni intraprese dal Comune di Tropea per la campagna di sensibilizzazione al rispetto del mare.

La cerimonia inaugurale, seguita da un piccolo rinfresco, ha ricevuto l’apprezzamento dei presenti, ai quali Florio ha spiegato il concetto alla base dell’allestimento: «mostrare la ricchezza della biodiversità marina del Tirreno calabrese, che assieme a quella dello Stretto e dello Ionio, rappresenta il 15% di quella mondiale».

A queste parole son seguite quelle di Carone, che con la sua installazione ha voluto «fare in modo che il visitatore, sotto la guida del faro che “illumina” la strada, possa percorrere un sentiero virtuoso volto al rispetto dell’ambiente».

La mostra fotografica temporanea dal titolo “La biodiversità del Tirreno Calabrese”, finanziata dal cittadino tropeano Elio Paparatti e realizzata grazie alle fotografie gentilmente concesse al museo da Dario Viccari e Fabrizio Fabroni, è incorniciata dall’installazione artistica di Vincenzo Carone intitolata “Il faro di Tropea” e arricchita dai “Poisson” di Michela Gatti e rimarrà visitabile per tutto il periodo estivo ed autunnale.

La mostra rimarrà aperta fino a dicembre e potrà essere visitata nelle giornate di sabato e domenica, con orario estivo dalle 18 alle 21.

Al termine dell’evento, i soci del GPT hanno voluto ricordare il socio Mario Bagnato, recentemente scomparso, che presto riceverà la cittadinanza onoraria alla memoria dal Comune di Cessaniti.

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