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8 MARZO: NON SOLO PER UN GIORNO, MA DONNA TUTTA LA VITA


Coltiviamo la speranza di essere libere da stereotipi sempre affinché il cosiddetto mondo rosa possa essere sempre più roseo, svincolandosi da pregiudizi che ostacolano l’ascesa

di Rossella NASSO

PRESERRE (CZ) – 8 MARZO 2021 –  Qualunque sia stato il periodo storico di riferimento e qualunque sia stato il suo nome, la donna è sempre stata ‘protagonista’ del suo tempo.

Figura a volte nascosta, oscurata, ma pur sempre presente. Il suo cammino nella storia non è stato certo facile, ma proprio per questo la sua lotta per affermarsi è stata ricca di traguardi e vittorie importanti.

Da sempre subordinata al padre prima, e al suo uomo dopo, calcolata come serva volta alla cura della famiglia, la donna d’oggi si batte per il riconoscimento dei diritti legati al suo essere ’un soggetto sociale’, dunque lavoratrice e cittadina e non più oggetto debole, inutile, un peso per l’uomo.

Certo le lotte femministe non sono mancate e la condizione femminile nel mondo occidentale, ha compiuto passi da gigante ottenendo diritti affinché si potesse vivere libere da pregiudizi.

 A tal proposito la sua figura come il ruolo ottenuto, lo si esalta durante la giornata dell’8 Marzo, giornata a loro dedicata. Essa nasce, per ricordare le lotte politiche e sociali che le donne hanno dovuto affrontare affinché la loro voce venisse ascoltata.

Si, perché se oggi tutte le ragazze possono indossare i pantaloni, andare a scuola, votare e lavorare è grazie alle ribellioni fatte per spezzare modelli sociali e culturali in cui non si riconoscevano.

La verità però, è che non bisognerebbe accendere i riflettori solo un giorno l’anno, ma osannarla sempre, comprendendo di più che ella è il motore del mondo, generatrice di vita.

Difatti, spesso si dice ‘cosa sarebbe un uomo senza una donna?’ Purtroppo però, ad oggi la donna viene ancora considerata da molti un oggetto sessuale e di possesso. Spesso le donne, mai come in questi ultimi anni, cadono vittime dei propri amati, segno di una società malata e poco tollerante.

Le violenze ai loro danni sono sempre accadute in passato, perché prede di uomini ignoranti, spesso ubriachi e mezzi uomini, ma l’efferatezza e la brutalità di oggi non ha eguali, segno non più di ignoranza, ma malattia psicologica e patologica.

Certo dove c’è l’offesa, deve esistere la difesa ed in questo campo c’è ancora molto di cui fare e parlare. Dunque non festeggiamo passivamente, ma promuoviamo nei giovani la cultura al rispetto per la persona in quanto tale, accettando le diversità, laddove esistono, perché ricchezze da cui estrapolare ragioni e sentimenti.

Dunque non solo un giorno, coltiviamo la speranza di essere libere da stereotipi tutto l’anno, affinché il cosiddetto mondo rosa possa essere sempre più roseo, svincolandosi da pregiudizi che ne ostacolano l’ascesa.

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