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8 MARZO A STALETTÌ, UNA PANCHINA ROSSA PER RICORDARE LOREDANA SCALONE


Giovane donna barbaramente uccisa in una notte di novembre

 di Salvatore CONDITO

 STALETTÌ (CZ) –  9 MARZO 2021 –  Una panchina rossa per ricordare la morte di una giovane donna barbaramente uccisa in una notte di novembre, questa la tragica fine di Loredana Scalone, trovata cadavere sulla scogliera di Pietragrande.

 Un vero e proprio femminicidio, portato avanti dalla furia omicida di Sergio Giana, che ha offeso e umiliato il povero corpo di Loredana; ieri l’amministrazione comunale del Sindaco Alfonso Mercurio, in occasione della festa della donna ha voluto ricordarla con un gesto simbolico: una panchina rossa realizzata gratuitamente su viale san Gregorio dal maestro artigiano Gregorio Iannone.

 Presenti oltre agli amministratori, il parroco Don Rosario Greto che ha benedetto la panchina recitando un “Ave Maria” per ricordare il sacrificio di questa giovane donna; una storia quella di Loredana che nasce dalla mancanza di amore, dal senso di possessione dell’altro in cui il rapporto diventa proprietà esclusiva. 

Una comunità che ha vissuto questa tragedia con grande senso di smarrimento in quanto Loredana era conosciuta da tutti sempre solare sorridente, viveva per il suo nipotino lavorava per sostenere dignitosamente la sua famiglia.

 In occasione della festa della donna, questa panchina rappresenta   un monito indelebile ogni forma di violenza sopruso devono essere combattute e stroncate nel pensiero che spesso si forma e alimenta aspettative malate che sfociano in tragedia.

Oggi più che mai servono centri di ascolto ‘luoghi’ dove nel silenzio possono essere ascoltate donne che vivono nelle mura domestiche vere e proprie forme di violenza fisica e psicologica.

 Una cerimonia piccola ma semplice, presenti le associazioni: Laboratorio della Solidarietà, squadra di calcio, famigliari di Loredana (figlia nipoti fratelli sorella) numerosi   cittadini.

 Il sindaco Alfonso Mercurio ha ricordato Loredana Scalone sottolineando il tragico evento che ha scosso un intero comunità, lasciando un profondo segno di dolore e incredulità di tanta violenza.

 Una panchina che resterà nel tempo come simbolo di civiltà di amore ma anche di monito che ogni giorno la violenza può diventare attualità dipende da tutti noi creare gli anticorpi per reagire a questo male attraverso l’amore la comprensione la solidarietà umana e sociale.

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